[Recensione] Cold Equations (Star Trek: The Next Generation) - David Mack

Ho concluso ormai qualche mese fa la seconda trilogia scritta da David Mack e intitolata Cold Equations, composta dai romanzi The Persistence of Memory, Silent Weapons e The Body Electric. David Mack si dimostra e si attesta come uno degli autori migliori nell'ambiente Trek, oltre che uno dei pochi di cui ho letto un numero elevato di romanzi scritti per l'universo espanso del franchise.

Ho trovato la scrittura di David Mack molto fluida - oltre a Cold Equations avevo letto di suo anche la trilogia di Star Trek: Destiny, che mi aveva altrettanto stupita in positivo - oltre che molto avvincente; i Borg sono ormai un ricordo lontano, i postumi della guerra stanno lentamente venendo riassorbiti all'interno dei territori federali con i ben avviati progetti di terra-forming e di ricostruzione della Flotta e nuove pressioni provenienti dai membri della nuova coalizione interstellare denominatasi Typhon Pact, alla quale si contrappongono i firmatari degli Accordi di Kithomer (includenti originariamente solo la Federazione e l'Impero Klingon e in seguito allargati ad accogliere non solo l'Alleanza Ferengi, ma anche l'Unione Cardassiana).

In questo quadro sono ambientate le vicende narrate da David Mack in Cold Equations: il primo romanzo ci presenta l'Enterprise-E in rotta verso il pianeta di Galon IV, sede di una succursale del Daystorm Institute, rispondendo alla richiesta di soccorso inviata dal Capitano Bruce Maddox in seguito a una breccia nella sicurezza e alla conseguente scomparsa dei corpi degli androidi di tipo Soong ivi conservati (in seguito alla dipartita di Data in Star Trek: Nemesis, infatti, a Maddox erano stati affidati per volontà dello stesso androide i resti - più o meno assemblati e funzionanti - di Lore, di Lal e di B-4, quest'ultimo conservante nella propria matrice di memoria un backup di tutte le esperienze e di tutti i ricordi di Data fino a poco prima della sua missione suicida per salvare il Capitano Picard).

Risolti i misteri celati dietro l'incursione al Daystorm Institute e alla sparizione dei corpi degli androidi - risoluzione accompagnata dal ritorno di un vecchio amico creduto perduto e dallo smascheramento di una base Breen insediata presso una vecchia fabbrica precedentemente impiegata da Lore nell'episodio Descent (Star Trek: The Next Generation, 06x26/07x01) - in Silent Weapons la U.S.S. Enterprise è nuovamente costretta a rispondere a una chiamata di soccorso, che questa volta la porterà in orbita attorno al pianeta di Orione e vedrà il suo equipaggio intrappolato in un pericolosissimo e mortale gioco di sotterfugi, che si concluderà con un attentato (mal riuscito) ai danni di Nanietta Bacco, Presidente della Federazione Unita dei Pianeti, e di Sozzerozs, Imperatore dell'Egemonia Gorn, e nella morte di non pochi individui, tra cui Esperanza Piñero, amica di lunga data e braccio destro della Bacco.

Risolta nel migliore dei modi possibili la crisi su Orione, nell'ultimo romanzo della serie (The Body Electric) il Capitano Picard e il suo equipaggio verranno raggiunti da una loro vecchia conoscenza, Wesley Crusher (evolutosi a un superiore stadio di esistenza divenendo un Viaggiatore), che chiederà loro aiuto per fermare un'entità composta da molteplici AI, conosciuta come la Macchina (The Machine), il cui proposito finale potrebbe portare alla scomparsa definitiva della vita biologica nella nostra Galassia (e non solo in quella)!

Particolarmente interessante il fatto che la linea guida di questa trilogia sia l'Intelligenza Artificiale, presentataci in varie forme, la più interessante delle quali a mio avviso è sicuramente quella costituita dal cosiddetto Body Electric, una serie di innumerevoli coscienze componenti l'immensa Macchina (The Machine) con la quale l'equipaggio dell'Enterprise di Picard si ritroverà a che fare suo malgrado, nel disperato tentativo di bloccare una delle minacce probabilmente più pericolose presenti all'interno della nostra Galassia.

In sostanza, sebbene il finale di The Body Electric mi ha lasciata un po' basita in quanto non me lo sarei mai aspettata in quella maniera, la trilogia mi è piaciuta e la consiglierei agli appassionati dell'universo di Star Trek. Rinnovo i miei apprezzamenti anche allo stile di scrittura di David Mack, di cui spero di poter leggere altri romanzi, apprezzandolo allo stesso modo di Michael Jan Friedman (autore, tra gli altri, di Death in Winter e Requiem).

AVVERTENZE: la recensione della serie di Cold Equations è già presente a questo link.

Commenti

  1. Dopo aver letto la tua recensione incuriosita sono andata a cercare su amazon. Ma hai me anche questa trilogia é solo in inglese o mi sarebbe piaciuto molto leggerla.

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    1. Ciao! Innanzi tutto grazie per essere passata (cercherò anche di risolvere il problema legato all'inserimento dei "nomi" per i commenti, in maniera tale da non farvi comparire come "unknown"). Purtroppo la maggior parte dei libri di Star Trek non è stata tradotta: la Fanucci Editore aveva preso in carico la traduzione e pubblicazione di alcuni romanzi, ma poi ha lasciato perdere. Prova comunque a vedere nei cataloghi Fanucci e di Ultimo Avamposto (e nei mercatini), magari qualche romanzo di Star Trek in italiano lo si trova!

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  2. Mi dispiace cii sono così tantissimi libri di Stare trek e in Italia ne sono arrivati veramente pochi, ma grazie al tuo blog per lo meno ho un infarinatura su quello che viene pubblicato.

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  3. Credo che la saga sia molto lunga mi conviene dare un'occhiata e cominciare a seguirla fin dall'inizio

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  4. Quella di Star Trek è una saga bella da seguire, peccato che molti romanzi non siano stati tradotti, fortunatamente grazie al tuo blog, riesci condividere con chi poco mastica l'inglese, una storia che sembra scritta bene, avrebbero dovuto secondo me dedicare più attenzione ai fan italiani, qui ci sono molti appassionati, che però di fronte ad un testo in inglese preferiscono magari seguire la serie tv, o i film anche se non realizzati in maniera perfetta, relegando così una bella saga come questa a essere sempre più di nicchia, è un vero peccato.

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  5. Sono una grande fan della saga di Star Trek. Quindi non posso non essere entusiasta dei lavori di
    David Mack. Concordo però con Katrin relativamente all'opportunità di tradurre le opere in italiano.
    Maria Domenica

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  6. Devo ammettere che Star Trek non è assolutamente il mio genere, però mi ha fatto piacere leggere il tuo post. Almeno così mi sono fatta un po' di cultura per quello che riguarda questo genere fantasy.

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    1. In realtà Star Trek è fantascienza, più che fantasi XD
      Grazie comunque per essere passata, mi ha fatto piacere ;)

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