[ARTICOLO] La mia crescita con Star Trek - le mie origini come trekker

È sera. Ho poco meno di dieci anni e sono appena tornata da una giornata in spiaggia, con la mia famiglia, rimediando una interessante scottatura alle spalle e alla schiena che si toglierà solo dopo qualche settimana di creme. Per distrarmi, mentre aspettiamo di andare a cena, accendiamo la TV: siamo nell’orario giusto per una puntata di Star Trek: Voyager, che proprio in quel periodo stavano dando in chiaro sulla Rai. Da qualche tempo, ormai, assieme a mia madre seguivo, quando si riusciva, le avventure della U.S.S. Voyager e del suo equipaggio nel Quadrante Delta, nel lungo viaggio di ritorno verso casa.

Diverso tempo più tardi, superati gli anni delle medie e del liceo ed entrata nel mondo dell’università, riuscii a procurarmi integralmente tutte e le sette stagioni, facendo quindi un rewatch completo della serie e iniziando ad approfondire maggiormente l’universo del franchise di Star Trek.

A ruota seguirono Star Trek: The Next Generation e i relativi film, la visione (quasi) integrale di Star Trek: Deep Space Nine, la lettura di vari romanzi – principalmente non canonici – appartenenti all’universo espanso e la partecipazione a una piattaforma multi-social dedicata interamente al franchise. In coda, ma assolutamente in lista, la Serie Classica più relativi film e Star Trek: Enterprise, mentre sono in pari passo con la visione per quanto riguarda le nuove uscite: dalla trilogia dei film ambientata nel Kelvin-verso alle serie di Star Trek: Discovery, Star Trek: Picard e Star Trek: Lower Decks, alle quali ho aggiunto recentemente anche Star Trek: Prodigy.

Sono passati quindici anni buoni da quelle prime, rubate, puntate a oggi. Dopo quattordici mesi, ho smesso la collaborazione con la piattaforma multi-social di Talking Trek (www.talkingtrek.it), ma la passione per Star Trek non solo è rimasta, ma è cresciuta esponenzialmente e si è ben radicata in me. Ho aperto un sito, www.chiarasaroglia.com, che mi ha permesso di continuare a condividere il mio interesse per il franchise con altri appassionati come me: pubblico articoli di approfondimento sui personaggi e sulle razze di Star Trek, parlo dei libri appartenenti al suo universo espanso e mi cimento nella scrittura di fanfiction.

Ora ho quasi 26 anni: ho una Laurea Triennale in Beni Culturali alle spalle e sono in procinto di completare il mio ciclo di studi con una Magistrale in Scienze Storiche. In un mondo diverso rispetto a quello in cui Star Trek è nato – siamo nel 1966 con la Serie Classica, il Capitano Kirk, il signor Spock e il Dottor McCoy, la prima Enterprise e la sua missione quinquennale – sono ‘cresciuta’ con Star Trek. E l’ho fatto in una maniera diversa rispetto ai fan di più vecchia data, quelli davvero cresciuti con il franchise, in quanto nati attorno agli anni delle prime messe in onda, ma nondimeno sono ‘cresciuta’.

Dove ci porta questo preambolo? Alla seguente domanda: cos’è Star Trek?

Potrei annoiarvi fornendovi alcuni dati statistici – che comunque vi accenno: il franchise nasce negli anni Sessanta del XX secolo, dalla penna geniale di Gene Roddenberry. La prima iterazione, Star Trek, è oggi conosciuta come ‘La Serie Classica’ e andò in onda tra il 1966 e il 1969; ebbe ben due episodi pilota – Lo zoo di Talos e Oltre la galassia – e un totale di 79 episodi, distribuiti su tre stagioni. A causa dei bassi ascolti, la Serie Classica venne cancellata dopo la terza stagione, nel 1969, ma ciò non impedì a Roddenberry di continuare a sfornare idee, realizzando una serie animata – Star Trek: The Animated Series – e ben sei film con i protagonisti della Serie Classica. Verso la fine degli anni Ottanta, Star Trek sbarcò nuovamente sul piccolo schermo, con una nuova iterazione, Star Trek: The Next Generation, alla quale fecero seguito quattro film e tre serie TV live action, ovvero Star Trek: Deep Space Nine, Star Trek: Voyager e Star Trek: Enterprise, quest’ultima un prequel collocato addirittura un secolo prima rispetto a quanto accennato all’interno della cosiddetta Serie Classica.

Siamo, quindi, nel 2005: con Enterprise si conclude un ciclo iniziato nel lontano 1987 e portato avanti in maniera continuativa per diversi decenni. Star Trek sembra essere destinato all’oblio, fino a quando quattro anni più tardi, nel 2009, al cinema viene distribuito il film intitolato Star Trek – Il futuro ha inizio, diretto da J.J. Abrams e undicesima pellicola cinematografica del franchise. Si tratta di un reboot della Serie Classica e ha per tema le prime avventure dei personaggi della serie. Il riavvio viene giustificato all'interno della storia con l'introduzione di una linea temporale alternativa: un universo parallelo che non intacca il continuum delle precedenti serie; a esso faranno seguito, nel 2013 e nel 2016, Into Darkness – Star Trek e Star Trek: Beyond.

Al 2022, periodo in cui questo articolo viene scritto e pubblicato, Star Trek conta ben tre serie TV in live action in corso (Star Trek: Discovery, Star Trek: Picard e Star Trek: Strange New Worlds) e due serie TV in cartone animato (Star Trek: Lower Decks e Star Trek: Prodigy) in corso. Non accadeva dagli anni Novanta/inizio anni Duemila.

Precedentemente ho fatto riferimento al fatto di essere cresciuta con Star Trek. Sono nata a metà anni Novanta, nello specifico nel 1995: ho la stessa età di Star Trek: Voyager, per intenderci. Quando io ho iniziato a muovere i primi passi per l’alloggio in cui all’epoca vivevo con i miei genitori, la U.S.S. Voyager era dispersa nel Quadrante Delta e il suo equipaggio cercava in tutti i modi di trovare la scorciatoia giusta che avrebbe permesso loro di ritornare all’interno del Quadrante Alpha e dei territori federali il prima possibile, evitando ben 70 anni in giro per mezza Galassia.

Ragazzi, io seguivo le repliche di Voyager in chiaro sulla Rai o su La7: inutile dire che all’epoca non ho mai visto l’inizio e/o la conclusione della serie, che di solito mi ritrovavo a prendere esattamente a metà! Non come adesso, tutti ad avere piattaforme streaming come Netflix o Amazon Prime o Disney Plus (o, se per questo, Paramount Plus), dove è possibile trovare tutto. All’epoca si cercava con ogni mezzo di trovare ciò che non si riusciva ad avere a disposizione sui canali televisivi o in videoteca. Non che adesso non si faccia, ma è sicuramente più facile rimanere al passo con la messa in onda internazionale.

Per farla breve, io sono cresciuta con Star Trek: Voyager, con il Capitano Janeway, Sette di Nove, il Dottore, Naomi Wildman, Tom Paris e compagnia bella. Solo successivamente ho visto integralmente il resto dei prodotti offerti dal franchise (e, come avrete sicuramente notato dal sito, mi sono dedicata molto interessatamente alla lettura dei romanzi, ovviamente tutti rigorosamente non canonici). Nonostante io apprezzi molto personaggi come il Capitano Picard o Jadzia Dax, Voyager rimarrà sempre la mia serie preferita.

Star Trek parla di eguaglianza, di diritti, di utopia, di interazione tra più razze aliene (non sempre pacifica, questo è vero, ma comunque con obiettivi pacifici), trasmettendo un messaggio che vuole l’umanità unita, non divisa, sotto una stessa bandiera. Una umanità che abbia colto l’importanza di collaborare non solo inter se, ma anche con altre specie, lasciandosi indietro quei sentimenti di odio, di negatività che ancora sono così ben radicati nel genere umano.

Commenti

  1. Dai, anche io a 10 anni quando ho visto per la prima volta la serie classica ho avuto un colpo di fulmine!
    Tutto di Star Trek è insegnamento, civiltà, tolleranza e ricerca della verità!

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