ILLUSIONI DEL DESTINO - PARTE DUE (T)

Il mattino successivo, contro ogni buon senso, Ezri Dax si trovava al portellone d’attracco dove era stato indirizzato il trasporto passeggeri previsto in arrivo da Trillius Prime. Assieme a lei erano presenti anche il Dottor Bashir e il Colonnello Kira, creando uno strano comitato di benvenuto (ma, del resto, con tutti i cambiamenti tra le fila dello staff, si era ancora sotto organico per i punti chiave).
La giovane era piuttosto agitata, nonostante un simbionte con ricordi e memorie di ben otto ospiti a propria disposizione, e non per la prima volta le sovvenne il pensiero che, forse, Lenara nutriva speranze sul ritrovare Jadzia ad aspettarla, non altri. Soprattutto non altri.
Ezri si domandò per l’ennesima volta perché avesse deciso non solo di rimanere, ma anche di offrirsi volontaria per accogliere la delegazione sulla base.

Il fiato le si mozzò momentaneamente in gola quando vide scendere alcuni Trill, tra i quali spiccava la figura leggiadra e filiforme di Lenara Khan. I suoi accompagnatori, se i ricordi forniti da Dax erano corretti, non erano gli stessi della volta precedente: Hanor Prem e Bejal Otner, evidentemente, erano impegnati in altre ricerche o non avevano reputato necessario ritornare a bordo di DS9 assieme alla donna per ulteriori rilevazioni.
Dax si attardò brevemente dietro ai colleghi, mentre Kira e Bashir si avvicinavano ad accogliere la delegazione di scienziati sulla base, in una sorta di strano deja-vu non completamente coerente.
Infine Ezri prese il coraggio a due mani, avvicinandosi a sua volta per accogliere i Trill, a testa alta e con passo sicuro, cercando di celare l’agitazione che ancora l’animava.

Gli occhi azzurri di Lenara Kahn si fissarono quasi immediatamente su di lei: il dolore che Ezri riconobbe in essi era qualcosa di ben diverso, probabilmente più profondo e malinconico, dalla sensazione di perdita che ancora provavano i suoi colleghi e con cui la giovane Trill aveva dovuto avere a che fare principalmente nei suoi primi tempi sulla stazione.
Ezri abbozzò un sorriso, l’imbarazzo evidente sul volto, e offrì la mano destra, presentandosi: «Sono il Tenente Ezri Dax, Consigliere della stazione. Benvenuti a bordo di Deep Space 9
La Dottoressa Kahn sembrò quasi sforzarsi nel ricambiare la stretta di mano della giovane donna di fronte a sé: «Piacere di conoscerla, Tenente Dax. Sono...»
«...Lenara Kahn, sì.» Dax finì per lei, aggiungendo: «Mi fa piacere poterti finalmente conoscere.»
Le due donne indugiarono nel tenersi la mano.
«Tu sei...» Lenara si frenò. Non voleva mettere a disagio la giovane Trill più di quanto non lo fosse lei stessa a propria volta. Ma Ezri intercettò i suoi pensieri, sedotta dalla complicità che il suo simbionte, Dax, sentiva nei confronti di Kahn, il simbionte ospitato dall’altra donna: «...diversa!»
Lenara ripetè sussurando la parola ‘diversa’ e lasciò la mano della ragazza.
«Lo so, me lo dicono di continuo. Non sono come Jadzia. Cioè, sono lei, sotto tanti aspetti, ma sono anche Curzon, Torias...» e si fermò, improvvisamente consapevole del legame che Torias aveva con Nilani: i due precedenti ospiti che erano stati marito e moglie, prima che la morte di Torias avesse reso anzitempo vedova l’allora ospite del simbionte Kahn.
Lenara riuscì a dedicarle un sorriso, nulla di più: troppe ferite si stavano riaprendo nello stesso momento. Ezri si ricompose, sistemandosi l’uniforme: «Mi hanno sempre parlato molto bene di te e del tuo lavoro. Da cosa posso capire, hai lasciato un buon ricordo su DS9.»

Julian Bashir si inserì nella conversazione, nel tentativo di evitare che la situazione diventasse ancora più imbarazzante di quanto già non fosse, facendo gesto al gruppetto di scienziati Trill di seguirlo e, nel mentre, dicendo: «Prego, da questa parte: vi accompagno ai vostri alloggi...»
Prima di incamminarsi dietro al medico e ai propri colleghi, Lenara lanciò di sfuggita uno sguardo a Ezri, quasi ci avesse ripensato e volesse dirle qualcosa, ma la ragazza era stata presa sotto braccio da Kira e le due donne si erano incamminate nella direzione opposta, parlando l’una con l’altra.
Con un’espressione amara dipinta in volto, la Dottoressa Kahn si rassegnò ad affrettarsi dietro al Dottor Bashir e agli altri scienziati, domandandosi cosa l’avesse davvero portata a ritornare sulla stazione: le proprie ricerche sui tunnel artificiali o la speranza di trovare, invece, una rediviva Jadzia Dax?

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