ILLUSIONI DEL DESTINO - PARTE UNO (T)
Il Tenente Ezri Dax, Consigliere di Deep Space 9 e nuova ospite del simbionte Dax, passeggiava da sola per la Promenade, riflettendo su quanto le avesse detto il Colonnello Kira, nuovo Ufficiale Comandante della base in seguito alla scomparsa di Benjamin Sisko nel Tempio Celeste, a opera dei Profeti.
Secondo uno dei rapporti che si trovavano, ogni mattina, sulla scrivania dell’ufficio che dominava il Centro Operativo di DS9, un trasporto passeggeri proveniente da Trillius Prime avrebbe attraccato alla base di lì al giorno successivo, facendo giungere un gruppo di scienziati per riprendere gli studi sul Tempio Celeste e, più in generale, sui tunnel artificiali.
Inutile dire che, tra gli studiosi, era presente nientemeno che la Dottoressa Lenara Kahn, tra i più esperti ricercatori proprio sui tunnel artificiali, che qualche anno prima aveva fatto parte della prima spedizione scientifica approdata proprio su Deep Space 9.
Grazie al simbionte Dax, Ezri conservava le memorie dei giorni turbolenti che erano seguiti all’arrivo della Dottoressa Kahn e del suo team sulla base, il tutto conclusosi con una ferita aperta e sanguinante sia per la scienziata che per l’allora ospite di Dax, il Tenente Comandante Jadzia Dax. Lenara, infatti, aveva preferito le leggi Trill a Jadzia, rifiutandosi di instaurare una relazione romantica con lei e, di conseguenza, di venir esiliata per essersi lasciata andare a sentimenti che, forse, nemmeno lei comprendeva a fondo, ma che avrebbero comportato una grave infrazione per la loro società.
Il fatto era che le due donne si erano, in qualche modo, conosciute in una ‘vita’ precedente, grazie ai precedenti ospiti dei due simbionti, rispettivamente Dax e Kahn. Torias Dax e Nilani Kahn erano giovani, pieni di amore l’uno per l’altra, ma senza aver davvero avuto la possibilità di vivere appieno la propria vita e il proprio amore.
O meglio: Torias non aveva potuto vivere appieno la propria vita, in quanto morto in un incidente durante un test di pilotaggio per infrangere la velocità di curvatura massima, ovvero la curvatura 10.
Cosa vietavano, di fatto, le leggi Trill? La cosiddetta riassociazione di due Trill uniti, dal momento che impediva di per sé esperienze il più differenti possibile ai simbionti. Si correva il rischio, difatti, che fossero i simbionti a desiderare qualcosa a scapito dei propri ospiti, i quali quindi non riuscivano a sovrastare la loro volontà.
Ezri Dax, dal canto suo, si permetteva di dissentire profondamente da questa radicata credenza del proprio popolo, conosciuto di certo non per la sua apertura mentale, come aveva dimostrato più volte nel corso dei secoli.
Si era preparata per diventare un Consigliere, una psicologa, il che voleva dire che era abituata ad affrontare tutto ciò che riguardava la psiche di Trill e non-Trill sotto un’ottica particolarmente analitica. E nonostante il suo adattarsi con enorme fatica a ben otto vite precedenti, alla fine era stata in grado di accettare il suo essere una Trill unita - nonostante non fosse l’aspirazione della sua vita - e a iniziare ad analizzare le sensazioni, i ricordi che ogni tanto il simbionte le trasmetteva. E non credeva che, almeno da parte di Jadzia, ci fosse stata qualche eccessiva influenza del simbionte in quanto accaduto con Lenara così tanto tempo prima, nonostante sicuramente Dax avesse influito almeno in minima parte.
E sebbene non avesse mai conosciuto Lenara di persona, qualcosa le diceva che l’altra donna aveva avuto una forza di volontà pari a quella di Jadzia e che, alla fine, il suo rifiuto fosse stato semplicemente dettato - come in effetti era successo - dalla propria necessità di non infrangere le leggi Trill piuttosto che dal timore di non riuscire a tenere sotto controllo il proprio simbionte.
Si appoggiò a una delle balaustre che si affacciavano dal secondo livello della Promenade, guardando verso il basso al via vai di gente che, a quell’ora del giorno, affollava sempre la base. Sapeva perché Kira avesse ritenuto necessario informarla dell’arrivo della delegazione Trill: l’ultima volta, infatti, non era finita nel migliore dei modi e Kira voleva offrirle la stessa alternativa che, nell’occasione precedente, il Capitano Sisko aveva offerto a Jadzia, per evitarle le eventuali ripercussioni nell’incontrare il nuovo ospite del simbionte Khan.
Cosa avrebbe significato, invece, per la stessa Ezri incontrare Lenara? E, ribaltando la domanda, cosa avrebbe significato per la Dottoressa Kahn vedere il nuovo ospite del simbionte Dax? Come aveva preso le notizie del matrimonio di Jadzia e della sua morte pochi mesi dopo? L’avrebbe forse accettata, nonostante i trascorsi e il fatto che ben due ospiti precedenti fossero morti relativamente presto, persino per gli standard vigenti tra i Trill uniti?
Aveva affrontato il discorso con Julian, Medico Capo di DS9 con il quale aveva iniziato una relazione romantica qualche mese prima e che aveva avuto modo di conoscere brevemente Lenara durante la sua prima visita alla stazione. L’uomo l’aveva ascoltata con attenzione, non interrompendola mai, mentre lei gli raccontava cosa le avesse detto Kira e tutti i suoi dubbi in merito, l’agitazione e la paura che avvertiva nel proprio petto. Nonostante avesse imparato molto da quando era stata unita con Dax, si considerava ancora una persona insicura, incapace di gestire a pieno il fiume di ricordi, sensazioni, sentimenti che le trasmetteva il simbionte: aveva bisogno di qualcuno che, in qualche modo, le desse una mano.
Bashir aveva fatto del proprio meglio, ma le aveva anche fatto notare come, alla fine, spettasse a lei e a lei soltanto la decisione da prendere: qualunque cosa avesse scelto, lui l’avrebbe sostenuta, tenendoci a precisare che non l’avrebbe biasimata se avesse deciso di prendersi qualche giorno di licenza e non essere presente nei giorni in cui Lenara e il suo gruppo di scienziati fosse stato presente.
Ezri sapeva benissimo quanto Julian avesse ragione: alla fine, nonostante i consigli che le potevano offrire i suoi amici, sarebbe stata lei a decidere, e nessun altro. Qualunque scelta avrebbe fatto, ci sarebbero state delle conseguenze alle quali lei sarebbe dovuta andare in contro, volente o nolente. Ma cosa fare?


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