[STAR TREK] PRIMO CONTATTO

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Il Capitano Jean-Luc Picard, della nave stellare federale Enterprise, era seduto nel suo ufficio - la sala tattica - intento ad analizzare i rapporti della squadra di sbarco che era scesa sulla Terra durante l'ultima missione: i rapporti forniti dai Comandanti Riker e Troi e dall'Ingegnere Capo, il Tenente Comandante La Forge, erano piuttosto dettagliati e perspicaci, e coglievano  un interessante aspetto umano dell'intero evento, considerato invece leggendario nel XXIV secolo.

La descrizione offerta dai suoi ufficiali, in particolare dal Consigliere Troi, di Zefram Cochrane era stata la componente più interessante dell'intera faccenda, mostrando prima di tutto l’uomo, non la leggenda che Cochrane sarebbe diventata per le generazioni future. La creazione del primo motore a curvatura, la Phoenix, aveva reso possibile il primo contatto con una razza aliena, i Vulcaniani, che stavano esplorando il Sistema Solare il giorno esatto in cui Cochrane lo inaugurò. I loro sensori a lungo raggio ne individuarono la traccia di curvatura, incoraggiandoli a indagare.

Il campanello della porta interruppe le sue riflessioni, e lui diede il permesso di entrare al Tenente Comandante Worf, attualmente Capo delle Operazioni Strategiche a bordo di Deep Space 9 e, per la recente missione, Ufficiale Tattico e di Sicurezza sotto il suo comando. «Comandante Worf,» lo salutò con un sorriso, mentre faceva cenno all'imponente Klingon di accomodarsi. «Presumo di non poterla convincere a rimanere a bordo dell'Enterprise-E per un altro turno di servizio, vero?»

Entrambi gli uomini sapevano perfettamente che, in quel momento, il Klingon era necessario al Capitano Sisko a bordo di Deep Space 9, soprattutto considerando il crescente pericolo  dato dal Dominio, dai Cambianti e dalle scaramucce sempre più frequenti tra la Federazione e il Dominio stesso: l'Enterprise, ora tornata al 24° secolo, era in viaggio per riportare Worf e i superstiti della Defiant a DS9.

«Forse un'altra volta, Capitano», rispose Worf, al quale Picard sorrise «Forse un'altra volta, allora, signor Worf. Cosa posso fare per lei?»

Un po’ a disagio, Worf proseguì e rispose: «Ho letto i rapporti scritti da alcuni membri della squadra di sbarco e mi chiedevo se, dopo tutto quello che è successo, sia... saggio... continuare a festeggiare il Giorno del Primo Contatto».

«E perché, Comandante?»

«Beh», spiegò il Klingon, «dopotutto, il signor Cochrane era solo un uomo. Con i suoi alti e bassi, come tante persone diverse che ho incontrato da quando sono stato accolto dai Rozhenko. Non è l'eroe di cui mi hanno parlato dai tempi dell'Accademia in poi.»

«Sulla base della sua argomentazione, signor Worf, tutti i libri di testo sulla storia dell'esplorazione spaziale dovrebbero essere riscritti,» rispose ironicamente Picard, che nel frattempo si alzò e andò al replicatore, chiedendo un «Tè, Earl Grey, caldo,» prima di tornare alla poltrona dietro alla scrivania.

«Signore?» Chiese Worf, perplesso. Dopo aver bevuto un sorso della bevanda calda, Picard spiegò: «La storia, signor Worf, è piena di miti, leggende, eroi. Che lo si voglia o no. Potrei offrirle molti esempi, non solo nella storia della Terra, ma anche in quella Klingon, Andoriana, Trill, Bajoriana e così via. Ricorda il rapporto redatto dal Capitano Sisko dopo la morte di Li Nalas, capo di una delle tante cellule della Resistenza durante l'occupazione cardassiana di Bajor? »

Worf annuì e Picard continuò: «In quel rapporto, l’allora Comandante Sisko scrisse che “Li Nalas era l'eroe della Resistenza bajoriana. Ha compiuto atti di coraggio straordinari per il suo popolo ed è morto per la loro libertà” e solo un gruppo di persone, tra cui il Capo O'Brien, conosce la verità dietro il verbale ufficiale». Bevve un altro sorso di tè prima di continuare: «La sua fama nasce da quello che si può considerare il trovarsi al posto giusto nel momento giusto: solo Li e due altri Bajoriani uscirono vivi da un'imboscata dei Cardassiani sulle montagne che circondano la Valle di Sahving. Si diressero verso una cresta che si affacciava su un piccolo lago e Li era l'unico ad avere un phaser, motivo per cui toccò a lui controllare se ci fossero dei nemici. Circa a metà dell'argine, inciampò e atterrò sulla schiena proprio mentre un alto Cardassiano emergeva dall'acqua, un Gul dell'esercito cardassiano, ed entrambi rimasero a fissarsi per quella che sembrò loro un'eternità. Quindi, prima che il Cardassiano potesse afferrare la sua arma, Li sparò con il phaser e lo uccise, e il corpo del nemico gli collassò addosso, venendo trovato pochi istanti dopo dai suoi due compagni, uno dei quali identificò il Gul come Zarale, il responsabile del massacro di una mezza dozzina di villaggi bajoriani. Prima che Li potesse spiegare qualcosa, i suoi due compagni iniziarono a diffondere la loro storia di come questi avesse ucciso il Gul. Gli sforzi di Li per negare la storia dei suoi compagni fallirono, poiché divenne una leggenda nella Resistenza e le vittorie furono attribuite alla sua leadership. Le storie delle sue imprese si diffusero e crebbero fino a proporzioni mitiche.»

Worf rimase in silenzio mentre Picard parlava di uno degli eroi bajoriani più importanti: «Ma non era un vero eroe, perché non ha fatto nulla per incarnare un simile ideale. Anni dopo, poche settimane prima di essere ucciso per aver salvato la vita di Sisko, fu liberato da un campo di prigionia e nominato Ufficiale di Collegamento bajoriano su DS9, e il Maggiore Kira venne inviata su Bajor. Secondo Sisko si comportava in modo strano, non come l'eroe che tutti i Bajoriani pensavano fosse, era a disagio con il ruolo. Uno o due giorni prima di essere ucciso dal Colonnello Day e salvare la vita di Sisko, spiegò il suo strano comportamento a Sisko, raccontando come tutto era iniziato.»

Calò il silenzio tra i due, mentre Picard finiva il suo tè. Poi, il Capitano aggiunse: «Vede, Comandante, come ho detto prima: la storia è scritta dai vincitori ed è piena di miti, eroi, leggende, ma anche piena di avversari, di nemici. Il più delle volte, è l'interpretazione data in seguito che fornisce quest'aura di eroismo e leggenda o malvagità alle varie parti in gioco, ma ci sono momenti in cui la leggenda inizia mentre i suoi personaggi principali sono ancora vivi. Zefran Cochrane forse non era un eroe nel suo tempo, ma lo è diventato nel corso dei secoli: senza di lui, dopotutto, non saremmo qui».

I due uomini parlarono per un po', prima che entrambi lasciassero la sala tattica: il Klingon riprese il suo incarico temporaneo alla postazione tattica e di sicurezza, mentre Picard andò a sedersi sulla poltrona del Capitano, lasciata prontamente libera dal suo Primo Ufficiale, il Comandante Riker.

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Pochi giorni dopo, la U.S.S. Enterprise attraccò finalmente a Deep Space 9, e l'equipaggio sia dell'ammiraglia che della Defiant salì a bordo della stazione Federale-Bajoriana, il primo per un congedo meritato e il secondo per tornare ai propri alloggi e alle proprie famiglie.

Il Capo O'Brien, che aveva prestato servizio a bordo della nave stellare di classe Galaxy che portava il nome di Enterprise-D, ben prima della sua distruzione su Veridiano III, era ansioso di incontrare alcuni dei suoi vecchi compagni e superiori, nonché il Tenente Comandante Worf e tutti i membri dell'equipaggio che erano sopravvissuti alla battaglia contro l'apparentemente invincibile cubo Borg nel Settore 001.

La U.S.S. Defiant era stata subito rimessa a nuovo, grazie allo sforzo del Capo Ingegnere di Deep Space 9 e dei suoi team di tecnici, rifiutando persino l'aiuto del Tenente Comandante La Forge, Ingegnere Capo dell'Enterprise: dopo tutto quello che avevano passato, si meritavano senza alcun dubbio una piccola vacanza. Dopotutto, tutti avevano bisogno di un meritato riposo, anche se erano degli eroi.

Il Capitano Benjamin Sisko, comandante di Deep Space 9, accolse il suo corrispettivo dell'Enterprise con un atteggiamento molto diverso da quello tenuto quattro anni prima, quando Picard lo aveva lasciato alla stazione: Sisko aveva imparato alcune cose non solo sul peso del comando, ma anche sullo stesso Jean-Luc Picard. E aveva imparato a rispettare il Capitano della nave ammiraglia della Federazione, che non aveva sicuramente avuto anni semplici durante la sua carriera come Capitano della Flotta Stellare, soprattutto considerando la sua vasta esperienza non solo con i Borg, ma anche con l'onnipotente entità Q, che lo aveva infastidito più di una volta negli ultimi dieci anni.

Circa dieci giorni dopo, dal Comando della Flotta Stellare arrivò una nuova serie di ordini per il Capitano Picard e il suo equipaggio, e l'Enterprise-E tornò finalmente al servizio attivo: il Comandante Worf e il Capo O'Brien ebbero la possibilità di salutare i loro vecchi compagni e il Capitano Picard. Con la minaccia sempre crescente rappresentata dalle forze del Dominio, una delle navi più avanzate della flotta si accingeva a pattugliare alcune rotte particolarmente suscettibili agli attacchi dei Jem'Hadar.

Sulla plancia dell'Enterprise tutto era pronto quando il Capitano Picard, il Comandante Riker e il Tenente Comandante Data entrarono in plancia. Il Comandante Troi lasciò la poltrona centrale e prese il suo posto a sinistra del Capitano, mentre i tre ufficiali raggiungevano le loro postazioni. L'imponente nave stellare di classe Sovereign lasciò immediatamente gli ormeggi dal pilone superiore a cui era attraccata, pilotata dal nuovo ufficiale al timone, un Guardiamarina Trill non unito che rispondeva al nome di Kell Perim.

«Guardiamarina Perim», incalzò il Capitano Picard, «ci porti fuori. Curvatura 6. »

"Sì signore. Curvatura 6,» fu la risposta vivace del Trill.

«Attivare.»

E l’Enterprise sfrecciò luminosa verso la sua nuova missione.


Commenti

  1. Mi piace il modo in cui racconti gli eventi e descrivi i personaggi, e come se il pubblico interagisse direttamente con loro, li fai entrare nella storia, complimenti.

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  2. articolo veramente ben fatto .. non amo particolarmente la serie, però l'hai raccontata in maniera tale da non annoiarmi nella lettura non essendo molto appassionato alla serie.. complimenti

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  3. Mi piace molto il tuo modo di scrivere, si vede che conosci bene la serie e i suoi personaggi con tutte le loro sfaccettature. Il racconto poi é ben scritto e molto scorrevole, piacevole da leggere.

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