[Recensione] The Stuff of Dreams (Star Trek: The Next Generation) - James Swallow

The Stuff of Dreams è un racconto lungo pubblicato nel marzo 2013 dalla Pocket Books, sussidiaria della Simon&Schuster, scritto e firmato dall'autore americano James Swallow. Ambientato nell'ottobre 2384, si colloca qualche mese dopo gli eventi della trilogia di Cold Equations e ha tra i protagonisti Jean-Luc Picard e l'equipaggio dell'Enterprise-E.

📚DALLA QUARTA DI COPERTINA

L'Enterprise-E arriva in una zona di spazio non reclamato per un rendez-vous con la Newton, vascello scientifico operante per la Flotta Stellare e la Federazione Unita dei Pianeti. Jean-Luc Picard e il suo equipaggio hanno ricevuto l'ordine di assistere la Newton nella fase finale della sua attuale missione, una missione che porta Picard a confrontarsi con qualcosa che non avrebbe mai pensato di rivedere: il fenomeno noto come Nexus.
Meno di dodici anni dopo aver lasciato il Quadrante Alfa, il Nexus è tornato. Incaricata di seguire e studiare il fenomeno al suo rientro nella galassia, la squadra scientifica specializzata della Newton ha scoperto che la traiettoria orbitale del Nexus è stata radicalmente alterata dalle azioni dello scienziato el-auriano Tolian Soran, portando il fenomeno a spingersi nella profondità nel territorio del Sacro Ordine dei Kinshaya, uno dei membri chiave dell'alleanza conosciuta come Typhon Pact.
Il Comando della Flotta Stellare non è disposto a permettere ai Kinshaya - e, per estensione, al Typhon Pact - di accedere liberamente a quello che è essenzialmente un portale per qualsiasi luogo e in qualsiasi momento storico, poiché un singolo agente potrebbe usare il Nexus per cambiare il corso della storia galattica...

👀RECENSIONE - OPINIONE PERSONALE

Racconto di un centinaio di pagine, Swallow lo ambienta a bordo dell'Enterprise-E comandata dal Capitano Jean-Luc Picard (impersonato, sul piccolo e grande schermo, dall'immenso Sir Patrick Stewart).

Siamo nel 2384, qualche mese dopo la trilogia di Star Trek - Cold Equations scritta da David Mack: Picard si ritrova nuovamente ad affrontare, con il proprio equipaggio, il particolarissimo fenomeno conosciuto come Nexus, in cui era rimasto brevemente imprigionato una dozzina di anni prima (Star Trek: Generations) e dal quale aveva salvato il leggendario Capitano James T. Kirk, poi morto nel tentativo di bloccare l'el-auriano Tolian Soran.
Gli ordini del Comando della Flotta Stellare? Distruggere una volta per tutte il fenomeno intergalattico, in quanto un fattivo pericolo per quanto riguarda il tessuto dello spazio tempo. E, infatti, il pericolo è in agguato, in quanto il Sacro Ordine di Kinshaya (razza aliena appartenente al Typhon Pact) sembra essere più che pronta a fare di tutto pur di sfruttare a proprio vantaggio il Nexus.

Nel complesso, ho trovato molto originale il racconto e il fatto di (ri)portare, come ambientazione, il Nexus ha fornito una sorta di chiusura del cerchio con il film di Generazioni: trovo molto coerente che la Federazione (e non solo) volesse dedicare risorse per studiare un fenomeno così alieno quanto il Nexus, il quale permette non solo di vivere in loop i propri desideri più profondi, ma di viaggiare addirittura nel tempo e nello spazio. Arma potentissima e assolutamente pericolosa, nel caso cadesse nelle mani sbagliate.

Due elementi mi hanno fatto storcere il naso: la presenza dell'eco di Tolian Soran all'interno del Nexus, che interagisce con Picard, assumendo le funzioni che Virgilio aveva per Dante all'interno di Inferno e Purgatorio; la presenza di oloproiettori che permettano di comunicare con individui presenti in luoghi diversi come se si trovassero nella stessa stanza (per chi avesse visto Star Trek: Discovery, è una tecnologia che viene spesso impiegata a bordo della U.S.S. Discovery).

Nel primo caso, l'espediente narrativo sembra essere impiegato come mezzo per mettere l'anima in pace al nostro protagonista, Jean-Luc Picard, mai perdonatosi il fatto di essersi ritrovato costretto a uccidere Soran: dubito che parlare con una eco potesse servire in qualche modo ad alleviare il suo turbamento, indipendentemente dall'aiuto che gli viene fornito all'interno del Nexus. Nel secondo caso, ma questa è una limitazione personale, non riesco a vedere 'bene' una tecnologia tanto 'avanzata' a bordo dell'Enterprise-E per come ci viene presentata sul grande schermo, nonostante sia più che plausibile una sua introduzione per tramite di vari refit, volti ad aggiornare e a rendere up-to-date i vari vascelli federali, soprattutto le classi più recenti come la Sovereign (soprattutto considerato che, fino a questo momento, in Star Trek: Picard i vascelli che ci hanno mostrato presentano il più classico sistema di comunicazione tramite visore).

Nonostante questi due piccoli aspetti, di per sé irrilevanti nell'economia della storia (soprattutto il secondo), ho apprezzato davvero molto le vicende, che scorrono senza problemi grazie alla scrittura di James Swallow, che solo recentemente ho imparato ad apprezzare (nonostante il mio autore preferito in assoluto sia David Mack, seguito da Michael Jan Friedman),

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