[RECENSIONE] A LESS PERFECT UNION (STAR TREK: MYRIAD UNIVERSES #1 - INFINITY'S PRISM) - WILLIAM LEISNER

A Less Perfect Union è un racconto scritto da William Leisner e pubblicato all’interno dell’antologia intitolata Infinity’s Prism, appartenente alla serie di Star Trek: Myriad Universes, raccolta uscita nel 2008.

📚DALLA QUARTA DI COPERTINA📚

Più di cento anni dopo che il movimento terroristico conosciuto come Terra Prime ha realizzato il suo sogno di una Terra isolazionista, l'umanità si trova ancora una volta a un bivio nella storia... e il percorso che seguirà potrebbe essere determinato dalla voce di un singolo individuo: l'unico membro sopravvissuto dell'equipaggio della prima astronave Enterprise.

👀OPINIONE PERSONALE👀

Quando ho iniziato la lettura di questo primo racconto ammetto di esserne rimasta parecchio destabilizzata, probabilmente perché non mi aspettavo di ritrovarmi in una ramificazione alternativa degli eventi narrati all’interno della serie televisiva oggi conosciuta come ‘Serie Classica’ (lo Star Trek originale, insomma, andato in onda tra il 1963 e il 1966).

Come si scopre procedendo con la lettura, la ‘divergenza’ temporale si colloca chiaramente nell’intorno dell’attacco terroristico al pianeta Terra da parte del gruppo di dissidenti conosciuto come Terra Prime. A seguito degli eventi che videro l’effettiva messa in pratica delle minacce di Paxton, il quale distrusse il Comando della Flotta Stellare e portò alla morte milioni di individui, gli umani si sentirono minacciati dalla mera presenza di alieni (nello specifico i vulcaniani) sulla Terra, motivo per cui i rapporti con chiunque non fosse un essere umano vennero brutalmente interrotti e ai Vulcaniani venne richiesto di lasciare il pianeta.

Più di un secolo dopo, al comando dell’Enterprise di classe Constitution abbiamo il Capitano Christopher Pike e, come suo Numero Uno, nientemeno che James Tiberius Kirk. Questa è stata una delle prime sorprese che ho avuto a inizio racconto, anche perché subito mi sono chiesta come fosse possibile che Kirk fosse il primo ufficiale di Pike a bordo dell’Enterprise, quando in realtà aveva ricoperto quell’incarico a bordo della Farragut, ma non è stata l’ultima.

Anche avere Pike al comando dell’Enterprise, ben consapevole che nella linea temporale principale questi si ritrovi paralizzato dal collo in giù su Talos, è stata una svolta che non mi aspettavo del tutto. Assieme al fatto che figure storiche come Spock o Sulu non sono presenti sul ponte della classe Constitution e che Nyota Uhura, nel ricoprire l’incarico di ufficiale delle comunicazioni, lo faccia nei panni di spia per il bureau dell’Intelligence della Flotta Stellare.

Uno degli aspetti che serpeggia in maniera invadente all’interno della narrazione riguarda la xenofobia degli umani, la loro repulsione e profonda sfiducia nei confronti del diverso (in questo caso qualsiasi individuo non appartenente alla razza umana). Da un certo punto di vista, ho trovato quasi fastidioso questo aspetto nella razza umana e, soprattutto, espresso da alcuni dei personaggi protagonisti (in particolar modo Kirk, per fare un esempio mirato). Mi rendo anche conto, in un universo come quello presentato all’interno di questo racconto, sia quasi più logico un Kirk descritto in questa maniera, che così come siamo sempre stati abituati a vederlo sul piccolo schermo.

Leggere di uno dei lati peggiori che la natura umana (e non solo umana, per la verità) possa presentare è stato faticoso, ma mi rendo conto che è un rischio a cui si vada facilmente in contro, senza che necessariamente si rivolga questo sentimento d’odio a qualcosa (o qualcuno) di estremamente diverso come può essere un ‘alieno’. Non posso che fare i miei complimenti all’autore, per un racconto così ben orchestrato e intenso, che mi ha fatto trattenere il fiato fino alla fine e apprezzare ogni singola parola letta.

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