PLACES OF EXILE (STAR TREK: MYRIAD UNIVERSES #1 - INFINITY'S PRISM) - CHRISTOPHER L. BENNETT

Places of Exile è un racconto scritto da Christopher L. Bennett e pubblicato all’interno dell’antologia intitolata Infinity’s Prism, appartenente alla serie di Star Trek: Myriad Universes, raccolta uscita nel 2008.
📚DALLA QUARTA DI COPERTINA📚
Durante il viaggio della Voyager verso casa, il Capitano Kathryn Janeway e il Comandante Chakotay devono scegliere se affrontare una zona di guerra o abbandonare tutte le speranze nel cercare di ritornare nel Quadrante Alpha. Un attacco della Specie 8472 danneggerà, però, gravemente la nave e l'equipaggio, impossibilitato a continuare il viaggio, sarò costretto a prendere nuove decisioni che ne cambierà non solo il proprio destino... ma quello stesso del Quadrante Delta.

👀OPINIONE PERSONALE👀
Cosa sarebbe accaduto se Chakotay, invece che acquiescere al piano di Janeway in Scorpion, fosse riuscito a convincerla a trovare una soluzione alternativa allo stringere un patto di alleanza con i Borgo contro gli Undine? Ve lo siete mai chiesto?
Christopher L. Bennett, autore di questo racconto dedicato all’equipaggio della Voyager, si pone proprio questa domanda, narrando una possibile alternativa e disseminando morte e distruzione tra le fila dell’equipaggio federale, mettendo fuori gioco anche due dei personaggi principali con l’uccisione di Tuvok e di Tom Paris.
Come conseguenza, i sopravvissuti sono stati accolti dai Vostigye, civiltà nativa del Quadrante Delta, ritrovandosi giocoforza ad adattarsi a vivere con loro e a farsi accettare da una società diversa e, allo stesso tempo, molto simile a quella a cui loro sono abituati.
Se Janeway, per i primi mesi, non si arrende nel voler perseguire come obiettivo quello di rimettersi in viaggio per tornare nel Quadrante Alpha, e B’Elanna Torres entra in una profonda depressione (che la porterà a unirsi a un gruppo di terroristi) gli altri membri dell’equipaggio si adattano molto meglio alla situazione in cui si trovano, con Harry Kim che ha addirittura possibilità di fare carriera all’interno della flotta Vostigye.
Allo stesso tempo, si guarda anche alla situazione politica del Quadrante, con gli scontri tra gli Undine e la Collettività che si protraggono per mesi, con i Borg sull’orlo del baratro (e diversi droni che, all’improvviso, si trovano a dover fare i conti per la prima volta, magari anche dopo decenni, con un bene prezioso, l’individualità, senza davvero sapere come confrontarvicisi).
Bennett, all’interno di poche pagine, riesce a condensare gli avvenimenti spazianti su un arco temporale di due anni, senza per questo proporre un racconto banale. Anzi: nell’arco di relativamente poco tempo, grazie anche all’intervento della stessa Janeway e dei membri sopravvissuti del suo equipaggio, viene a crearsi un’alleanza molto simile in struttura e principi alla Federazione, qua intesa come Coalizione. L’obiettivo principale, oltre al supporto reciproco dei diversi membri, è il trarre vantaggio sul vincitore della guerra tra la Collettività e gli Undine, nella speranza che chiunque abbia la meglio possa essere sufficientemente indebolito da essere affrontato più facilmente.
Come per il racconto precedente, anche in questo caso, forse proprio per la brevità a cui gli autori sono stati costretti, abbiamo tantissimi avvenimenti concentrati in un numero contenuto di pagine. Ho forse trovato più complesso recensire Places of Exile rispetto al racconto di William Leisner, A Less Perfect Union, perché nel caso di Places of Exile avuto come l’impressione che ci si trascinasse un po’ troppo in avanti con la narrazione, quasi inutilmente, soprattutto verso la fine.
Nel complesso non posso dire sia stata una brutta lettura: ho trovato i personaggi di Voyager molto più coerenti all’interno di questo racconto che in molti altri romanzi (che ho letto e ho avuto modo di recensire), quindi da quel punto di vista l’autore ha fatto un ottimo lavoro. Anche il possibile 'cosa sarebbe potuto accadere se...', come idea di base, è stata un'idea interessante, la trovo una possibilità affascinante. La ‘pecca’, se proprio la si può definire così, è secondo me individuabile proprio in questo trascinamento della narrazione, che da un certo punto in avanti (poco oltre la metà) diventa a mio avviso molto pressante. Da leggere.


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