[RECENSIONE] SEEDS OF DISSENT (STAR TREK: MYRIAD UNIVERSES #1 - INFINITY'S PRISM) - JAMES SWALLOW

Seeds of Dissident è un racconto scritto da James Swallow e pubblicato all’interno dell’antologia intitolata Infinity’s Prism, appartenente alla serie di Star Trek: Myriad Universes, raccolta uscita nel 2008.
📚DALLA QUARTA DI COPERTINA📚
Khan vittorioso! Quasi quattro secoli dopo aver conquistato il loro mondo, gli esseri umani geneticamente potenziati dominano un impero interstellare spietato. Ma la nave da guerra Defiance, sotto il comando di uno dei potenziati, Julian Bashir, fa una scoperta che potrebbe scuotere le fondamenta della sua orgogliosa civiltà: un'antica nave dormiente proveniente dalla Terra chiamata Botany Bay.
👀OPINIONE PERSONALE👀

In questo racconto di James Swallow, che conclude questa antologia, l'autore ci porta all'interno di una distopia, con la vittoria di Khan Noonien Singh che ha portato la razza umana a essere geneticamente modificata e potenziata, portando come conseguenza alla nascita di una dittatura basata sulle menzogne e sull'apparente superiorità degli esseri umani verso gli altri popoli del Quadrante Alpha (e non solo).
Fa quasi ribrezzo leggere questo racconto, non per il racconto in sé (che io trovo molto ben scritto), ma per la natura di ciò che mostra, per come gli umani si siano evoluti a seguito della vittoria di Khan prima sul proprio pianeta e poi, con dilagante ferocia sanguinaria, non solo nel relativo Sistema Solare, ma almeno in tutto il Quadrante.
Tutti coloro che non appartengono al genere umano (quindi il restante 99% della Galassia) sono visti come individui inferiori, non valevoli di alcun tipo di considerazione da parte degli umani, che sono considerati (e visti) alla stregua di tiranni sanguinari (anche a ragion veduta, considerando la politica mantenuta dal Khanato).
Ammetto che la difficoltà avuta nel leggere questo racconto non sia stata data dall'autore, di cui già conosco lo stile e di cui ho già letto numerosi libri legati a Star Trek, ma proprio il tema affrontato. Fa molta paura (e anche riflettere) il pensiero che il genere umano possa finire con l'essere, con l'evolversi in una maniera del genere (così come, nel racconto A Less Perfect Union poteva far paura la xenophobia che permeava gli umani a seguito dell'attacco terroristico dei seguaci di Paxton e del suo movimento).
Oltre al fatto che sia facile convincersi di essere superiori, soprattutto se questa convinzione deriva da oltre tre secoli di manipolazione genetica sul proprio DNA, che ha permesso di accelerare (e probabilmente anche modificare fortemente) l'evoluzione umana, spingendola in direzioni che, se lasciata a sé, probabilmente non avrebbe preso (o avrebbe preso dopo secoli e secoli).
Quindi, ecco, nel complesso forse questa storia, come quella di Leisner, mi ha un po' scombussolata e messa a disagio, proprio per i temi affrontati all'interno di entrambi i racconti, nonostante in A Less Perfect Union ci sia spazio di manovra per più correnti di pensiero (il che permetterà comunque poi di portare a compimento quello che era il sogno di Jonathan Archer nel creare una nuova Coalizione dei Pianeti, sebbene avrà un nome leggermente diverso).
In Seeds of Dissent, invece, non sembra esserci un desiderio come quello mostrato in A Less Perfect Union, proprio perché le premesse sono totalmente diverse. Non si ha la sensazione che ci possano essere speranze per un 'miglioramento', per una evoluzione in 'senso positivo' che possa sostenere un'ideale utopistico. Julian Bashir, comandante della Defiance, si ritroverà distrutte tutte le sue convinzioni nel tentativo di mantenere intatto il proprio onore a fronte dei sotterfugi ben orchestrati di alcuni ribelli.
Cosa posso dire di più? Questo racconto mi ha particolarmente 'traumatizzata', ma forse proprio per questo merita di essere letto.


Commenti
Posta un commento