[RECENSIONE] GODS OF NIGHT (STAR TREK: DESTINY #1) - DAVID MACK

Gods of Night è il primo romanzo della trilogia intitolata Star Trek: Destiny, scritto da David Mack e pubblicato da Pocket Books, sussidiaria della Simon & Schuster, a settembre 2008.

📚QUARTA DI COPERTINA📚

Cinque anni dopo la Guerra del Dominio e più di un anno dopo l'ascesa e la caduta del Pretore Shinzon, il più grande flagello della galassia ritorna per devastare la Federazione, e questa volta il suo obiettivo è nientemeno che la distruzione totale.

Altrove, nelle profondità del Quadrante Gamma, viene risolto un antico mistero. Una delle prime astronavi realizzate agli albori dell'esplorazione terrestre, perduta da secoli, è stata ritrovata distrutta e completamente vuota su un pianeta desolato. Ma la sua scoperta così lontano da casa ha sollevato inquietanti interrogativi, e le risposte rimandano a una lotta per la sopravvivenza che un tempo ha messo alla prova un Capitano e il suo equipaggio fino ai limiti della loro umanità.

Da quel terrificante punto di svolta ha inizio un'odissea apocalittica che attraverserà il tempo e lo spazio per rivelare il passato, definire il futuro e mostrare a tre capitani - Jean-Luc Picard della U.S.S. Enterprise, William Riker della U.S.S. Titan ed Ezri Dax della U.S.S. Aventine - che alcuni destini sono inevitabili.

👀OPINIONE PERSONALE👀

Gods of Night rientra all'interno del gruppo 'primi romanzi letti di Star Trek', nonostante i primi due in assoluto siano stati Death in Winter di Michael Jan Friedman e Greater than the Sum di Christopher L. Bennett. Questa non è, ovviamente, la prima recensione che faccio a questo romanzo: a febbraio 2021, quando ho lanciato il sito, infatti, il primissimo blogpost pubblicato fu proprio quello dedicato alla trilogia di Star Trek: Destiny, che giusto qualche giorno fa ha superato le 1000 visualizzazioni.

Perché, quindi, mi sto prendendo la briga non solo di scrivere una nuova recensione, ma addirittura di rileggermi il libro, prima di farlo? Perché, sì, prima di mettermi a scrivere questa recensione, mi sono impegnata a rileggere il romanzo, scaricandolo dal mio archivio digitale e rendendolo nuovamente disponibile sul mio kobo.

I motivi sono fondamentalmente due: il romanzo mi era piaciuto parecchio, come mi era piaciuta la serie entro la quale si andava a inserire; la recensione che feci a febbraio 2021 mi convince ben poco. Non ha quel livello di profondità che poteva avere, a causa della mia inesperienza e della mia 'foga' di pubblicare articoli, recensioni, blogpost di vario tenore. Ora, a febbraio 2026, quindi cinque anni più tardi, mi sono detta che era arrivato il momento buono per prendermi il tempo necessario a fare per bene il lavoro, rileggendo da capo la trilogia e scrivendo recensioni più approfondite e complete.

In questo caso, siamo di fronte al primo volume della trilogia. David Mack, quindi, deve impostare la narrazione in maniera tale da presentare la situazione e, possibilmente, portare avanti le vicende, senza creare noia nel lettore e, anzi, costruendo e mantenendo alto l'interesse per cosa accadrà poi negli altri romanzi (in questo caso due).

Devo dire che la modalità con cui vengono presentate le vicende è molto interessante, con l'alternanza di flashback a quanto accade nel 'presente' del romanzo: da una parte iniziamo a scoprire cosa successe al Capitano Erika Hernandez e al suo equipaggio dopo che un improvviso attacco da parte dei Romulani portò tutti, compreso il Capitano Archer, a credere che fossero stati uccisi in azione (quando, in realtà, le cose erano ben diverse); dall'altra, invece, abbiamo la scoperta della Columbia (NX-02) da parte di Jadzia Dax in un disperso pianeta del Quadrante Gamma. Solo una manciata di anni più tardi sarà permesso al successivo ospite di Dax, Ezri, ora al comando della U.S.S. Aventine (NCC-82602), di condurre ricerche più approfondite sul relitto, nonostante la guerra sempre più sanguinosa con i Borg.

Procedendo con la lettura, si entra più nel vivo non solo in merito al destino della Columbia, ma anche di quanto accade nel 'presente' (quindi durante le prime fasi degli scontri con i Borg): David Mack riesce elegantemente a trasmettere il senso di impotenza e di distruzione che il massiccio attacco portato avanti dalla Collettività porti alla Federazione e alle sue difese, descrivendo anche i sacrifici di più di un equipaggio della Flotta Stellare nel tentativo di arrestare l'apparentemente inesorabile avanzata dei propri avversari (basti pensare all'attacco kamikaze della Ranger per evitare che Khitomer venga distrutto o il sacrificio degli equipaggi della Gibraltar e della Alexey Leonov per impedire la morte di miliardi di persone e permettere all'Enterprise di lanciare l'attacco vincente contro il cubo Borg contro il quale si sono scontrati).

Per quanto mi piaccia parlare di questo romanzo, preferisco non fare altri spoiler: magari il lettore di questa recensione è interessato a immergersi nella scoperta di questo volume (e dei successivi), non ci sarebbe gusto a togliergli la soddisfazione di scoprire, pagina dopo pagina, cosa accade (e, soprattutto, la vera tragedia a cui andrà in contro l'equipaggio della Columbia). Come ho sempre sostenuto all'interno anche di altre recensioni (e pure in due interviste), ritengo Mack uno dei miei autori preferiti e, probabilmente, il tutto nasce proprio da questa trilogia.

In attesa del prossimo approfondimento, vi domando: avete letto questo romanzo? Vi è piaciuto? Se non lo avete letto, vorreste leggerlo? Rispondetemi pure all'interno dei commenti, sarò felice di leggervi e rispondervi!

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