[RECENSIONE] GHOST DANCE (STAR TREK: DARK MATTERS #2) - CHRISTE GOLDEN

Ghost Dance è il secondo romanzo appartenente alla trilogia intitolata Dark Matters, scritto da Christie Golden e pubblicato dalla Pocket Books, sussidiaria della Simon & Schuster, nel novembre del 2000. Le vicende ivi narrate si collocano nel 2376, cinque anni dopo l'arrivo della Voyager nel Quadrante Delta.

📚DALLA QUARTA DI COPERTINA📚

La teoria scientifica sostiene che il 90% di tutta la materia nell'universo sia costituita da “materia oscura”, impossibile da rilevare con mezzi convenzionali. La forza gravitazionale di questo misterioso materiale garantisce la continuità di tutta la realtà, ma ora una cospirazione intende utilizzare l'eccesso di materia oscura per provocare la morte dell'universo.

Mentre il Comandante Chakotay e il Guardiamarina Paris sono dispersi in una misteriosa dimensione oscura, il Capitano Janeway e il resto dell'equipaggio lottano per contenere la materia oscura letale che sta devastando la nave e lo spazio profondo. Ma forze malvagie stanno agendo contro la U.S.S. Voyager e hanno portato l'Impero Romulano dalla propria parte!

👀OPINIONE PERSONALE👀

Non mi aspettavo di concludere questo libro così velocemente (penso di aver battuto i miei record precedenti, finendolo in un paio di giorni), eppure eccoci qua, signori. È successo, quindi è giunto il momento di parlare di questo secondo romanzo appartenente alla trilogia di Star Trek: Voyager - Dark Matters, scritto da Christie Golden.

Devo dire che, e non mi sarei mai aspettata di ammetterlo sinceramente, ultimamente sto trovando libri legati a Star Trek: Voyager che sono ben scritti e con un senso (e finalmente, aggiungerei). E questo nonostante Ghost Dance sia il romanzo centrale di una trilogia e, quindi, destinato a presentare una sorta di ponte tra il primo (Cloak and Dagger) e il terzo (Shadow of Heaven). Nel complesso, per quanto non si possa definire un capolavoro, regge comunque bene botta, proponendo al lettore una pubblicazione più solida di altri libri analoghi.

Menzione speciale per aver trovato la soluzione al problema della 'materia oscura' tramite Sette di Nove e il suo essere (stata) una Borg. Perché dico questo? Perché a un certo punto Christie Golden menziona sia il Viaggiatore che l'episodio Remember Me (chiaramente dal punto di vista dei personaggi), lasciando la spiegazione proprio a Sette di Nove, la quale fa giustamente notare come l'aver assimilato ai Borg Jean-Luc Picard le abbia permesso di accedere alle informazioni inerenti proprio al Viaggiatore e all'incidente relativo alla Dottoressa Crusher.

Essendo un romanzo che potremmo definire quasi 'di passaggio', non si può dire che vi siano grandissimi avvenimenti o evoluzioni di trama di chissà che impatto. Ma, nonostante ciò, la narrazione va avanti e il libro si fa leggere facilmente, presentandoci comunque i progressi fatti sotto vari fronti: scopriamo il destino di Chakotay e Tom Paris, finiti su un pianeta la cui popolazione è suddivisa in due caste con usi e costumi totalmente differenti l'una dall'altra e con una reciproca repulsione indescrivibile; a bordo della Voyager il Tenente Torres, Sette di Nove, Telek R'Mor e il team di ingegneri della nave riescono finalmente a comprendere il funzionamento della tecnologia lasciata loro per liberare dalla materia oscura corrotta chi e quanto incontrano sul proprio cammino; Jekri Kaleh, Capo della Tal Shiar, i servizi segreti romulani, si ritrova suo malgrado imprigionata a causa di un tradimento mai commesso.

Compare, inoltre, una misteriosa entità, di cui non si fa menzione del nome, alla quale viene richiesto dagli Shepherds, specie aliena a tratti simile ai Q, ma nei fatti più evoluta, di procedere con lo spurgare dalla materia oscura contaminata qualsiasi cosa in cui si imbatta (una missione simile a quella assegnata alla Voyager, per intenderci, ma con mezzi diversi). L'impressione è che possa essere, ma avrò forse conferma leggendo il romanzo successivo, niente meno che Kes, l'Ocampa entrata a far parte dell'equipaggio della Voyager assieme al Talassiano Neelix.

Nel complesso, soprattutto visti i precedenti con i romanzi legati a Star Trek: Voyager, non mi posso lamentare: i personaggi risultano coerenti con quanto mostrato sul piccolo schermo e con la caratterizzazione data loro dagli autori della serie TV e dai rispettivi attori. Mi è piaciuto e lo consiglio.

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