[RECENSIONE] ENEMY OF MY ENEMY (STAR TREK: SPIRIT WALK #2) - CHRISTE GOLDEN

📚DALLA QUARTA DI COPERTINA📚
Il Capitano Chakotay e sua sorella Sekaya sono tenuti prigionieri sotto la superficie di Loran II da un mutaforma, un Fondatore emarginato che si finge il secondo in comando di Chakotay, Andrew Ellis. Con grande orrore di Chakotay, il mutaforma consegna i due prigionieri al famigerato scienziato cardassiano Crell Moset, che intende utilizzare il DNA potenziato di Chakotay per creare una specie superiore che gli garantirà la fama e l'accettazione che desidera ardentemente.
Lasciando Chakotay e Sekaya al loro destino, il mutaforma assume l'identità di Chakotay e si infiltra a bordo della nave stellare Voyager, mettendo a rischio l'intero equipaggio. Il Dottor Jarem Kaz e il Tenente Harry Kim, sempre più sospettosi del comportamento strano del loro Capitano, chiedono aiuto all'Ammiraglio Janeway e al Tenente Comandante Tom Paris. Mentre Paris corre per salvare la Voyager dalla catastrofe, il vero Chakotay deve intraprendere un “viaggio spirituale” che potrebbe liberare lui e sua sorella o portare alla loro distruzione definitiva.
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Sorprendentemente, il romanzo conclusivo della duologia di Star Trek: Spirit Walk riesce a reggere il passo e i tempi dettati dal precedente volume, e parzialmente il merito va dato al fatto che entrambi i titoli siano stati scritti dalla stessa autrice, Christie Golden.
Non ho mai celato, negli anni, la mia profonda delusione verso qualsiasi prodotto, in particolare qualsiasi romanzo, legato all'iterazione di Star Trek che è stata Star Trek: Voyager, in quanto ho sempre ritenuto che non sapessero mai davvero cosa farsene dei personaggi creati per la serie TV e poi scelti per le storie dei romanzi.
In questo caso specifico, invece, mi devo parzialmente ricredere. Ne parleremo approfonditamente nell'articolo che scriverò specificatamente per la serie nel suo complesso, concentrandomi adesso come adesso sulla recensione al secondo volume (conclusivo) della duologia.
Il romanzo prende avvio con un piccolo flashback (che, all'interno della narrazione, globale precede di qualche minuto la conclusione del libro precedente), mostrandoci come Andrew Ellis (o meglio, il Cambiante che impersona il Comandante Ellis) abbia nei fatti orchestrato una trappola per costringere Chakotay e la sorella a scendere su Loran II, lasciarli nelle mani del famigerato Crell Moset, e potersi sostituire a Chakotay stesso al comando della Voyager. Mi verrebbe da dire, parlandone, che Voyagers should be Voyagers (giusto per fare una citazione parziale), soprattutto per come viene strutturato il tutto e come vengono utilizzati i personaggi.
Senza fare troppi spoiler, nel caso voleste recuperare entrambi i titoli, posso dire che, nel complesso, la trama del romanzo sembra reggere piuttosto bene di per sé, senza essere troppo affrettata come spesso capita in queste situazioni (e come si è anche visto all'interno della serie A Time to..., dove in effetti abbiamo casi nei quali questa circostanza si palesa).
Anche in questo caso, come nel volume precedente, l'autrice riesce là dove in (molte) altre circostanze non ha ottenuto gli stessi risultati: la trama è solida, affonda le proprie radici sia nell'universo narrativo canonico delle serie TV che in quello non canonico dei romanzi pubblicati fino a quel momento, riuscendo anche a proporre qualcosa di nuovo e a far interagire bene i vari protagonisti.
Le solide basi narrative messe su all'interno del libro precedente, qua vengono approfondite altrettanto solidamente, permettendo una lettura gradevole che accompagna il lettore a divorare in poco tempo il romanzo. Nella mia modesta opinione, vale la pena almeno darci una piccola opportunità.
Mi raccomando, scriveteci nei commenti le vostre impressioni e idee in merito, siamo curiosi di saperle e poterne parlare tutti assieme!


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